come scegliere il binocolo
E' un oggetto che viene usato pochissime volte e,
pertanto, non soggetto ad usura, se non in casi molto particolari, come per
esempio, nelle mani di un patito delle corse di cavalli o delle scalate in alta
montagna.
L'acquisto di un binocolo
avviene, in genere una sola volta nella vita. E' un oggetto che viene usato
pochissime volte e, pertanto, non soggetto ad usura, se non in casi molto
particolari, come per esempio, nelle mani di un patito delle corse di cavalli o
delle scalate in alta
montagna.
Cosa
significa la scritta che si nota immediatamente
6x30
oppure
7x50
ecc.? La prima cifra indica il numero degli ingrandimenti. Un binocolo 6x
consente di vedere un oggetto sei volte più grande del normale, oppure, se
preferiamo, ravvicina quell'oggetto ad 1/6 della distanza
reale.
Ed il 30 o il
50? Rappresenta semplicemente il diametro dell'obiettivo, cioè della lente
di uscita, espresso in millimetri. Il diametro di questa lente determina la
luminosità del binocolo. Più è grande e più è
luminoso.
Un'altra
espressione che spesso ricorre parlando di binocoli è la
"pupilla
d'uscita". Con tale termine si
intende il diametro dei raggi che raggiungono l'occhio attraverso l'oculare. Si
determina dividendo il diametro dell'obiettivo per il numero degli
ingrandimenti. Un binocolo 7x50, per esempio, ha una pupilla d'uscita di 7,1
mm.
La pupilla d'uscita
ha la sua importanza nella scelta di un binocolo luminoso che riproduca una
buona immagine anche con luce debole, con nebbia o foschia. Più grande
è la pupilla d'uscita, più il binocolo è
luminoso.
La pupilla
dell'occhio umano si contrae normalmente ad una apertura di circa 2 mm. in pieno
sole, ma in condizione di luce scarsa si dilata fino a circa 7 mm. Ecco quindi
la necessità di un binocolo per visione in luce scarsa sia dotato di una
grande pupilla
d'uscita.
L'altro
termine, infine, è
l'angolo di
campo o
copertura di un
binocolo. Viene espresso in
gradi e l'indicazione è incisa sul binocolo con la dizione "Fiel
11,0°", per
esempio.
Ad ogni grado
corrispondono 52,2 feet a 1000 yards di distanza. Ogni feet corrisponde a circa
30 cm., e 1000 yards corrispondono a poco più di 900 metri. Quindi un
binocolo che ha un campo di 11° (Field 11,0°) vuol dire che a 900 m.
di distanza copre una visuale di circa 170
metri.
L'angolo di
campo acquista la sua importanza quando si tratta di dover seguire degli oggetti
in movimento. Ora che abbiamo acquistato il binocolo che fa per noi, cerchiamo
di capire qual è il miglior modo per
usarlo.
Porro o
tetto? I binocoli possono
essere suddivisi in due grandi famiglie: quelli che utilizzano lo schema ottico
a prismi di Porro e quelli che adottano il tipo a
tetto.
PRISMI DI
PORRO
PRISMI
A
TETTO
Nel primo caso il binocolo ha
la forma caratteristica dovuta alla disposizione fronteggiante che i due prismi
hanno all'interno del binocolo. In pratica la distanza fra i due oculari è
minore di quella esistente fra le lenti
anteriori.
I binocoli
con prismi a tetto sono stati realizzati per eliminare questa particolarità
che rende il binocolo ingrombrante. Il particolare schema ottico, adottato per
la prima volta in binocoli Carl Zeiss e Leitz, ha il vantaggio di mantenere
sullo stesso asse la lente frontale e l'oculare. L'ingombro minore si traduce
però in un maggiore costo dovuto alla più complessa tecnica
costruttiva.
Ci sono
due tipi di binocoli
prismatici: quelli comuni, con
la messa a fuoco mediante una rotellina centrale, e quelli cosiddetti di tipo
militare, con regolazione separata mediante i due
oculari.
Il metodo base
per usare un binocolo a movimento centrale consiste nel cominciare a chiudere
l'occhio destro, usando la rotella centrale per mettere perfettamente a fuoco
l'elemento di sinistra dello strumento. Quindi, senza cambiare la messa a fuoco,
si chiude l'occhio sinistro, e si mette a fuoco ruotando l'oculare di destra,
dopodichè ogni operazione di ulteriore messa a fuoco viene portata a
termine solamente con il meccanismo centrale. Gli esperti adottano diversi
accorgimenti per sfruttare al massimo la resa del binocolo a regolazione
centrale.
Per ottenere
la massima differenza possibile tra immagini nitide e sfocate, si ruota il
meccanismo centrale e l'oculare di destra a fine corsa, verso sinistra (senso
antiorario). Questa operazione introduce la massima correzione diottrica
possibile per un binocolo, ed è contemporaneamente la minima distanza di
messa a fuoco di cui il binocolo stesso sia
capace.
Fissato al muro
un foglio di giornale, si cerca con l'occhio sinistro la distanza ottimale di
messa a fuoco, e quindi si ripete l'operazione con l'occhio destro, ruotando il
solo oculare verso il punto "O" o verso i valori
negativi.
La correzione
trovata sarà valida quindi per la messa a fuoco a qualsiasi
distanza.
Per evitare
la tendenza naturale dell'occhio "all'adattamento", cioè la capacità
dell'occhio di correggere da sé la cattiva regolazione dello strumento,
entrambe le operazioni, regolazione della distanza e messa a fuoco con
l'oculare, devono essere compiute con la
massima celerità
possibile.
La
regolazione deve essere arrestata non appena si comincia a vedere distintamente,
evitando le piccole correzioni di "aggiustamento fine" che in realtà non
comportano altro che un aumento
dell'errore.
Per
evitare che gli occhi si stanchino mentre si regolano la parte destra o quella
sinistra del binocolo, e per evitare di diventare strabici, è bene evitare
di chiudere l'occhio che non viene adoperato. E' preferibile coprire il lato
"cieco" del binocolo col palmo della
mano.
COME
VALUTARE UN
BINOCOLO
Ecco delle
prove pratiche che potremo facilmente effettuare per conto nostro e che ci
permettono di giudicare la qualità di un binocolo e la presenza di
eventuali
difetti.
Distorsioni:
inquadrare e mettere a fuoco un edificio con linee verticali e orizzontali ben
marcate e rettilinee. Se le linee ai bordi hanno un andamento ricurvo verso
l'interno, vuol dire che il binocolo
distorce.
Aberrazioni
cromatiche: inquadrando un
edificio non si dovranno notare frange colorate attorno ai bordi che si
stagliano contro il cielo. Questo difetto è sinonimo di scarsa
qualità.
Curvatura
di campo: quando è
presente questo difetto non si riesce a mettere correttamente a fuoco la
facciata del palazzo, perchè quando l'immagine è nitida al centro,
appare sfocata ai
bordi.
Nitidezza:
osservate un cartellone pubblicitario e comparate la visione ottenuta con due
binocoli diversi: il binocolo che consente di distinguere i particolari più
minuti (a parità di fattore di ingrandimento) è quello più
nitido.
Allineamento:
appoggiate il binocolo in modo da non doverlo sorreggere con le mani, regolate
la messa a fuoco e la larghezza degli oculari; ora chiudendo alternativamente
gli occhi osservate se il soggetto inquadrato rimane perfettamente immobile
(perfetto allineamento) oppure tende a saltellare passando da un occhio
all'altro (allineamento non
perfetto).
La mancanza
di allineamento dei due elementi ottici porta alla formazione di doppie immagini
con conseguente difficoltà di visione e affaticamento della vista.
Posted: Sab
- Febbraio 12, 2005 at 09:10 p.